Quattro giorni che hanno cambiato il mio modo di trasmettere il Reiki.

A fine aprile ho vissuto quattro giorni intensi, profondi e trasformativi.
Non è stato solo un ritiro Reiki. È stato un ritorno all’essenza della pratica, al silenzio, alla presenza e al significato autentico dell’insegnamento.

Ho avuto l’onore di partecipare a un ritiro guidato da Inamoto Hyakuten, maestro giapponese che porta avanti una trasmissione del Reiki profondamente legata alle sue radici tradizionali.

Durante quei giorni abbiamo condiviso pratica, meditazione, ascolto e momenti di grande semplicità. E proprio in quella semplicità ho ritrovato qualcosa di essenziale: il Reiki non è performance, non è teoria, non è “fare”. È presenza.

Durante il ritiro ho ricevuto il riconoscimento di Shihan, ovvero insegnante esperta nella trasmissione del Reiki.
Non lo vivo tanto come un titolo, ma come una responsabilità profonda: custodire e trasmettere questa pratica con autenticità, rispetto e cuore.

Questa esperienza ha rafforzato ancora di più il mio desiderio di insegnare.
Ogni persona arriva al Reiki con un bisogno diverso: ritrovare equilibrio, attraversare un cambiamento, riconnettersi a sé stessa, oppure semplicemente fermarsi e respirare davvero.

Per questo desidero creare corsi e spazi in cui chi partecipa possa sentirsi accolto, ascoltato e accompagnato con semplicità e profondità.

Credo che il Reiki arrivi sempre nel momento giusto.
E forse, se stai leggendo queste parole, qualcosa dentro di te ha già iniziato a chiamarlo.